L' acetaia in questo istante - ore 15.30
Acetaia Storica
BALSAMICO DI REGGIO EMILIA
Acetaia Storica

La storica acetaia ospitata dalla nostra Tenuta di Roncolo si trova nelle immediate adiacenze della Villa Manodori, risalente al diciassettesimo secolo.

Un luogo, quindi, che rappresenta l'importante matrice storica del brand Venturini Baldini, il cui patrimonio è rappresentato, tra l'altro, da una batteria composta da più di 400 piccole botti, costruite da legni diversi. Dal ginepro al rovere, dal ciliegio al frassino, al castagno, ogni botticella conferisce all'aceto che custodisce un inconfondibile aroma. I passaggi e le permanenze dei nostri aceti nei singoli "scrigni" seguono i dettami dei disciplinari del luogo, che ci restituiscono due linee di prodotto che portano sulla tavole l'eccellenza emiliana firmata Venturini Baldini.

La linea dei Tradizionali di Reggio Emilia (tra i quali ci piace annoverare anche il "Condimento di Beatrice", che non rappresenta un aceto del disciplinare, ma pur sempre un orgoglio della maison) e quella dell'Igp Modena.
Visitare l'acetaia costituisce un tuffo nella nostra memoria, all'interno di una location dove il tempo sembra essersi fermato; l'ambiente umido, la penombra del sottotetto, gli aromi dell'aceto che dominano l'aria sono tratti connotanti questa esperienza.

BALSAMICO DI REGGIO EMILIA

La storia dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia affonda le radici in un passato molto remoto. Risale al 1046 il primo scritto che se ne occupa e che narra di Enrico III, imperatore teutonico, che fece richiesta al marchese toscano Bonifacio, padre di Matilde di Canossa, di ricevere in dono uno speciale aceto la cui nomea lo aveva preceduto. Un aceto che traeva i natali proprio all'interno delle mura del castello dove si scrisse la storia delle terre di Canossa; un perimetro all'interno del quale si consumò il famoso "perdono" di Papa Gregorio VII nei confronti di Enrico IV, per intercessione della rampolla Matilde.
Il riconoscimento imperiale fece sì che tale aceto arricchisse le tavole nobiliari di tutta la zona, gettando le basi per la fama che ne avrebbe influenzato le sorti per i tempi avvenire, sino ai nostri giorni. L'importanza del Tradizionale fu tale che dal diciannovesimo secolo consuetudine volle che le doti delle giovani spose reggiane venissero corredate da vaselli di aceto balsamico e da piccole botticelle per il suo affinamento negli anni.
Un valore già  allora ritenuto inestimabile, in grado di dare un importante imprinting a tutta la cultura reggiana.

Oggi questa cultura viene tutelata da un ente denominato Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Tale consorzio certifica la qualità  di un prodotto che affina per un tempo mai inferiore ai 12 anni e, sulla base delle caratteristiche organolettiche, conferisce allo stesso un sigillo di qualità , distinto tra bollino Aragosta, Argento e Oro. Una procedura molto rigida che impone persino che l'imbottigliamento debba avvenire in presenza del Consorzio che, a tappatura e laccatura avvenuta, consegna al produttore le ampolline numerate e tracciabili, dotate del bollino che, sulla base della propria qualità , hanno guadagnato. In questo modo, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia è in grado di esaltare nel migliore dei modi i prodotti gastronomici emiliani, ma non solo. Un'eccellenza che oggi ci viene riconosciuta dal mondo intero e che fa del capoluogo emiliano un polo del gusto assolutamente autorevole nel mondo.